di Daniele Govi pittore, professore Liceo Artistico di Grosseto
La storia dell’umanità ha dato vita a personaggi eccezionali che, spinti dalla vocazione, si sono avvicinati all’arte.
Questi geni o grandi Maestri sono diventati molto importanti grazie alle loro opere, ai loro stili ed innovazioni artistiche: sicuramente uno dei più grandi é stato Caravaggio!
Un uomo, un pittore che, con la sua arte, ha sconvolto e rinnovato tutta la pittura dalla fine del ‘500 in poi.
Un artista che non assomiglia a nessuno: la sua pittura era scandalosa, la sua vita nono fu da meno.
Pittore di genio, lavorava ad una velocità incredibile sulle tele preparate con marrone scuro, direttamente, senza neanche disegnare i personaggi, visse tra una prigione e l’altra.
Proscritto, ricercato, perseguitato, il Caravaggio scomparve misteriosamente su una spiaggia della Feniglia, forse assassinato in un modo che ricorda la scomparsa di Pier Paolo Pasolini.
Non aveva ancora quaranta anni.
Una delle sue opere più iconiche é senz’altro la Deposizione conservata nei Musei Vaticani.
1602-1604. Una tela di tre metri per due.
Fu una delle pochissime opere pubbliche del Caravaggio a suscitare consensi unanimi, probabilmente grazie agli aperti riferimenti a modelli antichi e, sopratutto, alla Deposizione di Raffaello di un secolo precedente.
Il corpo livido di Cristo é sostenuto da San Giovanni e Nicodemo; alle loro spalle la Vergine, la Maddalena e una delle pie donne sono raffigurate secondo uno schema piramifdale che si conclude nelle braccia alzate della pia donna con il volto stravolto dal dolore ed alzato al cielo.
Lo spigolo dellal pietra in primo piano costituisce la base di sostegno di tutto il gruppo che sembra scultorio tanto la realtà é così evidente.
Mi piace ricordare le parole di Roberto Longhi, grande critico e storico dell’arte che, nei primi del ‘900, ha riscoperto l’opera di Caravaggio: “… un monumento incidentale di popolo attonito sopreso dalla luce girevole sulla bocca dell’antro oscuro, salvo il cono di luce a spiraglio sul fondo; quasiché, dopo un crollo nel cunicolo della cava, riemerga sulla plancia oscillante della pietra tombale recando in salvo almeno il corpo del più forte (eppure colpito dal comune destino). Portato così vicino a noi, tutti, ci torna chiaro, vivido, incombente: straziante nei colori , a nbella posta discrosi di rosso, verde, arancione; e azzurro marino.. (…)” (Roberto Longhi – 1968).
E’ un momento intenso, la drammaticità di questo grande dipinto realistico é accentuata dal forte contrasto creato dal chiaroscuro che evidenzia l’azione ed annulla lo sfondo.
Noto per il vivido realismo e per il rifiuto dell’idealizzazione, la posizione del Caravaggio fu di sicuro rivoluzionaria per il suo tempo.
Le prostitute che egli sceglieva a modelle per le Vergini e le Sante, i contadini scelti come modelli per Santi ed Apostoli, sono tutti diventati immortali ed il Caravaggio, nonostante la propria cattiva reputazione e gli imnnumerevoli problemi con leAutorità, riuscì da soplo a determinare una delle più grandi rivoluzioni nell’arte.
Uno dei geni più assoluti!

